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Lula all’ONU

Fermare gli Stati Uniti

Non ha usato mezzi termini. Nel suo discorso davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente del Brasile, Luis Inácio Lula da Silva, ha criticato la politica imperialista degli Stati Uniti, ha difeso il multilateralismo e ha affermato che nel mondo “la democrazia è in pericolo” a causa dell’avanzata delle forze di estrema destra e dell’inerzia della stessa ONU.

Gerardo Iglesias

23 | 9 | 2026

A poche settimane dalle elezioni in Brasile, in cui cercherà di ottenere la rielezione e dovrà affrontare soprattutto il candidato di estrema destra Flávio Bolsonaro, Lula ha accusato gli Stati Uniti di tentare di influenzare i risultati delle elezioni.

Una manciata di tecno-oligarchi vuole far risorgere una versione di neoliberismo digitale senza regole né trasparenza”, ha affermato, denunciando “l’ingerenza esterna nei processi elettorali” nel suo Paese.

Un rapporto dell’Agenzia brasiliana di intelligence trapelato questa settimana mette in guardia dal “rischio critico” che Washington cerchi di interferire nelle elezioni di ottobre, come ha già fatto in diversi paesi dell’America Latina, dall’Honduras alla Colombia, passando per l’Ecuador, il Cile o il Perù.

“Il Brasile non è il cortile di nessuno” e resisterà “alle tentazioni egemoniche della più grande potenza del mondo”, ha affermato.

Nel suo atteso intervento in qualità di portavoce informale dei paesi del Sud del mondo, Lula ha affermato che “l’ONU sta attraversando il momento più critico della sua storia”.

“La credibilità dell’ONU non è mai stata così bassa”, ha detto, come dimostra la sua incapacità di fermare guerre o genocidi come quello che Israele sta commettendo in Palestina con la complicità delle principali potenze occidentali, in particolare degli Stati Uniti.

“Il multilateralismo è un pilastro indispensabile di fronte a un panorama globale frammentato dalla proliferazione dei conflitti armati”, ha sostenuto, e ha nuovamente criticato un organismo come il Consiglio di Sicurezza, la cui composizione permanente è priva di rappresentanza dei paesi del cosiddetto Terzo Mondo.

Siamo tutti ostaggio dell’immobilismo di un Consiglio di Sicurezza che non adempie al proprio ruolo”, ha affermato.

Il discorso di Lula è risuonato come il contrappunto a quello pronunciato dal presidente argentino di estrema destra Javier Milei, assolutamente allineato alla politica estera degli Stati Uniti e alla crescente ondata fascistoide che sta devastando il mondo.

Foto: Angela Weiss – AFP